Grana Padano: eletto il nuovo consiglio del consorzio

grana_padano “Questo mandato - commenta il presidente uscente Nicola Cesare Baldrighi durante l’ultima relazione all’Assemblea dell’attuale consigliatura - è stato sicuramente positivo anche se ha esordito con il catastrofico terremoto del 2012, superato con fatica ma senza generare conseguenze irreparabili grazie alla solidarietà interna, ai tempestivi interventi pubblici da noi impostati, sollecitati e seguiti passo a passo, oltre che alla risposta affettuosa dei consumatori. Un mandato che ha garantito quotazioni e risultati buoni, e alcune novità che vanno ancora ricordate, tra cui la vigilanza fissa sul grattugiato, il rinnovo del Piano Produttivo con l’esclusione del retinato dalla differenziata, l’impegno ad Expo 2015, le modifiche del Disciplinare per migliorare la qualità e un impegno sempre più importante a favore dell’export che quest’anno ha raggiunto ben il 36% del totale”.

 

 

“Ringrazio tutti i Consorziati per la fiducia che hanno scelto di accordare a questo Consiglio. Molte saranno le sfide che il nuovo Consiglio sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni – aggiunge il presidente Baldrighi – soprattutto relativamente a quattro assi: livelli produttivi, qualità distintiva, promozione globale e tutela intransigente. Come è stato fino ad ora,  dovremo lavorare con sempre maggiore efficacia, capillarità, costanza e senza tentennamenti perché solo da qui passa il futuro di ciascuno di noi allevatori, trasformatori, stagionatori e commercializza tori, consapevoli che non solo il nostro futuro ma anche quello del lattiero-caseario italiano dipenderà dalle decisioni e strategie che adotteremo”.

Il Direttore Generale, dott. Berni, ha illustrato compiutamente tutta l’attività di autocontrollo, di vigilanza e di promozione del 2015 cha ha fatto registrare alcuni record: prodotto food più raccontato dai media nel 2015; di prodotto food più ricordato ad Expo 2015; ancora una volta, prodotto DOP più consumato nel mondo.

 

 

“L’abbandono del regime delle quote latte dall’aprile 2015 – continua Baldrighi – ha profondamente trasformato il contesto in cui ci muoviamo, penalizzando le quotazioni del latte e dei derivati che stanno imponendo radicali cambiamenti nelle prospettive. La reazione al calo delle quotazioni con incrementi di produzioni lattiere e la rincorsa alla resa casearia, si stanno dimostrando la peggior risposta che il sistema poteva dare e la mancanza di qualsiasi regola, se non quella spietata del mercato, sta mettendo in seria difficoltà l’intero sistema lattiero-caseario europeo e da qualche mese ancor di più quello italiano”.

“In sintesi - conclude il presidente Baldrighi - le strade obbligate da percorrere in Italia sono esclusivamente due: la prima è quella della qualità distintiva delle nostre produzioni sia lattiere che casearie distaccandoci delle commodities. La seconda è quella del miglioramento delle performances sia in stalla sia in caseificio. Va rincorsa la qualità, e non la resa, che spesso confligge con l’eccellenza qualitativa, e va rincorsa la riduzione dei costi sia in stalla che nei caseifici che quindi si traduce in maggiore competitività. Questa la linea secondo la quale dovrebbe muoversi per i prossimi quattro anni il nuovo Consiglio”.

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