Il sistema carni si conferma un settore primario per l’Italia

Carni 2009 – Il comparto carneo riveste un ruolo strategico e determinante nell’economia rurale del paese.

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1. Nel bovino processo di razionalizzazione
2. Il comparto suino sconta una mancanza
nel saper anticipare l'evoluzione di scenario
3. Riduzione del potere di spesa e trend nutrizionali a beneficio delle carni bianche

Durante lo scorso anno il valore della produzione ai prezzi di base correnti degli allevamenti bovini, suini e di pollame da carne ha raggiunto in Italia gli 8,3 miliardi di euro, registrando un incremento di 4,1 punti percentuali rispetto alla precedente annata. La ragguardevole dimensionedel comparto ha concorso per il
17,1% al valore complessivo della produzione agricola nazionale, con un'incidenza andata
riducendosi dello 0,2% sul 17,3%
rilevato, invece, nel 2007. Nonostante tale flessione, il dato la dice lunga sull'importanza del sistema carni per il settore primario del Belpaese. Se
consideriamo, infatti, che l'ortofrutta fresca - nostro fiore all'occhiello per volumi raccolti, su cui ci contendiamo il primato produttivo europeo con i
cugini iberici - rappresenta il
19,1% del valore dell'agricoltura italiana, possiamo ben comprendere il ruolo strategico che
ancora oggi il comparto carneo
riveste nell'economia rurale
lungo lo stivale.

Stando a Istat, oltre la metà
dell'offerta degli allevamenti - il 52,7%, per l'esattezza (-1%
vs 2007) - è legata alla zootecnia da carne bovina, suina e
avicola; segmenti di produzione, questi ultimi, che pesano
per l'86,3% sullo stadio agricolo della filiera carni nazionale,
con una posizione, per di più,
rafforzatasi durante l'anno
passato di 0,7 punti percentuali, a spese di nicchie residuali, quali, per esempio, l'ovicaprino. Spostando più a valle la
macchina da presa, le cose non
cambiano.

Anche l'industria alimentare
individua nelle carni rosse, rosa e bianche, attori e non semplici comparse. Fatto 100 il fatturato a prezzi ex fabbrica del
settore secondario italiano
(area food & beverage) l'apporto
fornito nel 2007 dai player del
comparto carneo operanti nel
circuito del fresco si è attestato
a 10,4% e, nonostante la difficile congiuntura economica ci
abbia messo del suo, rendendo
sempre più ostiche le contrattazioni sul prezzo con la Gda,
anche nei dodici mesi seguenti si sono osservati nel complesso segni di tenuta, con un'incidenza che non è scivolata al di
sotto del 9,8%. Non male, soprattutto se si prende atto della
debolezza relativa dell'offerta
di carni fresche all'interno di
un sistema alimentare sempre
più brandizzato e su cui pesa
fortemente, in sede di negoziazione, la capacità di garantire
le masse critiche richieste dai
giganti della moderna distribuzione. E per di più ai prezzi
imposti da un mercato che travalica sovente i confini nazionali. È vero che il canale tradizionale controlla internamente
ancora oltre un terzo dei volumi
di prodotto complessivamente
veicolati al consumo e che esiste anche una voce export - che,
peraltro, considerando il solo
fresco e refrigerato, non arriva 10,4% e, nonostante la difficile congiuntura economica ci
abbia messo del suo, rendendo
sempre più ostiche le contrattazioni sul prezzo con la Gda,
anche nei dodici mesi seguenti si sono osservati nel complesso segni di tenuta, con un'incidenza che non è scivolata al di
sotto del 9,8%. Non male, soprattutto se si prende atto della
debolezza relativa dell'offerta
va al 10% delle quantità prodotte - ma l'elevata frammentazione degli operatori, così come le
difficoltà a elevarsi dal ruolo di
price taker per ridotta capacità
di qualificazione dell'offerta,
rappresentano comunque un
ostacolo all'efficienza di sistema. Soprattutto quando rialzi
nel costo dei fattori produttivi,
bestiame in primis, creano situazioni di stress sulla marginalità.

... segue

Tra i contenuti del Pdf:

  • Stadio agricolo-industriale delle filiere carne bovina, suina, avicola
  • Aziende con allevamento bovini (1990-2007)
  • Produzione di carne bovina: dettaglio per regione
  • Autoapprovvigionamento dell'industria italiana (bovini)
  • Aziende con allevamento suino. Capi in Italia (2007-2005)
  • Struttura degli allevamenti suini in Italia
  • Macellazioni suine per tipologia di animale (2003-2008)
  • Aziende con polli da carne.
  • Capi in Italia; dettaglio per classe (2007-2005)
  • Aziende di trasformazione delle carni avicole
  • Macellazioni avicole per tipologia di animale (2005-2008)
  • Consumi domestici di carni fresche e surgelate - a volume
  • Commercio estero di prodotti avicoli (2007-2008)
  • Consumi domestici di carni fresche e surgelate - a valore
  • Consumi nel primo trimestre 2009 - a valore
  • Consumi nel primo trimestre 2009 - a volume


    Allegati

    Carni09-SistemaCarni
    di Roberto Della Casa / dicembre 2009

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