Job Player, i nuovi Cavalieri del lavoro

Giocano ancora un ruolo nel mondo dei mestieri e delle professioni, sfoderando un saper fare dettato dall'esperienza (da Mark Up n. 254)

Il nucleo dei Job Player traccia il profilo dei tanti longevi ancora attivi nel mondo del lavoro o che hanno in programma di rientrarci, magari intraprendendo  un’attività autonoma.  Per  loro  il  lavoro  è  una  ragione  di  vita:  più  della  famiglia  o  della  gratificazione del consumo. Questi soggetti rappresentano una forza lavoro competente, qualificata, in grado  di  giocare  ancora  un  ruolo  nel  mondo  dei  mestieri e delle professioni, spesso non nella forma difensiva di preservare il proprio posto a scapito delle  giovani  generazioni.  Trovare  nuove  collocazioni  professionali e immaginare un loro ruolo nel trasferire talenti e competenze diventa oggi una sfida rilevante,  tenendo  anche  conto  del  contributo  decisivo  che  questi  longevi possono  dare  nel  rapportarsi  con altri anziani.
I Job Player -potremmo chiamarli anche i Cavalieri  del  lavoro-  sono  dunque  quei  longevi  che  manifestano con forza il desiderio di partecipare ancora  attivamente  al  mondo  professionale,  rimanendo  o rientrando nel mercato del lavoro. È questa la variante dei super-adulti che maggiormente sfugge allo stereotipo del pensionato, che vive nel suo mondo e non si dichiara disponibile a un confronto aperto e franco con l’esterno e con le esigenze delle altre generazioni. I Job Player manifestano infatti il desiderio di condurre una vita attiva, articolando decisioni e responsabilità che abbiano poi una ricaduta reale sulle decisioni collettive di una società di cui si sentono ancora parte integrante, con il proprio carico  di  esperienza  e  competenza.  Sempre  disponibili a un confronto serrato con i più giovani, rivendicano una qualità di relazione attiva nel mondo delle professioni,  che  si  tende  a  sottovalutare,  ma  che  in  alcuni  casi  potrebbe  condurre  a  sintesi  e  confronti  nell’ambito di una nuova antropologia del presente.
La nuova dignità conferita ai tanti artigiani che “resistono” in trincea, cercando di preservare gli insegnamenti del saper fare, costituisce una delle strade di rilancio per una generazione di ultrasessantacinquenni  che  non  accettano  di  essere  emarginati  in famiglia o al bar. La loro vita quotidiana e il loro  standard  di  consumo  ricalcano  la  condizione  di  soggetti attivi, responsabili, esperti, nel senso della tanta esperienza accumulata che oggi può essere rielaborata e riproposta in modo intelligente come patrimonio  di  conoscenze  utili  alle  nuove  generazioni, in cerca di fonti per affinare il proprio saper-fare.  La  dimensione  del  “consumare”  è  per  loro  poco rilevante rispetto a quella dell’essere riconosciuti come “esperti”.
Le istanze ambientali e sociali sono considerate dai Job Player un punto di partenza per l’elaborazione di una creatività originale, trasformando sostenibilità e ricerca dell’eccellenza in una visione alternativa e innovativa. Partnership progettuale e rigore sono alla base della creazione di solidi rapporti di fiducia. Applicano il loro impegno in tutti gli ambiti di vita, dalla cultura al lavoro fino al tempo libero, alla ricerca di strumenti per consolidare la loro visione del mondo. Lo spirito di trasgressione, la pluralità  di  pensiero,  alternativa  al  senso  comune,  l’eterogeneità come linguaggio espressivo intergenerazionale, sono gli strumenti utilizzati per ridefinire il quotidiano e la sua evoluzione in termini di “futura normalità”. La dimensione locale e quella globale si incrociano nei vari spazi e manifestazioni della loro vita quotidiana: la loro realtà globale si radica profondamente nel locale, valorizzando il territorio, la creatività e le tradizioni artigianali.

L'intero articolo su Mark Up n. 254

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