In super, iper e alimentari si può comprare tutto senza Green Pass

No alla certificazione verde per queste attività e nessuna distinzione tra prodotti essenziali e non. Controlli a campione per tutti

Aggiornamento al 25 gennaio 2022

Arrivano nuovi chiarimenti sul decreto firmato dal premier Mario Draghi che indica le regole valide dal 1° febbraio per l’ingresso nei negozi da parte dei clienti, tendo conto di quanto già stabilito nei precedenti decreti (“fino al 31 marzo 2022, nell’ambito del territorio nazionale, l’accesso ai servizi alla persona, ai pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari e alle attività commerciali è consentito solo ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9, del decretolegge n. 52 del 2021).

Tra i punti centrali la questione negozi e beni essenziali, che vede supermercati, ipermercati e alimentari esentati dall'obbligo di green pass sull'acquisto di tutti i prodotti. Via libera assoluta agli acquisti, dunque, anche per le referenze non essenziali. Tra le attività esentate e dunque con uguali possibilità anche farmacie, distributori di carburante, ottici, negozi che vendono articoli igienico-sanitari. Servirà invece il Green Pass per entrare, ad esempio, in tabaccheria.

Agli esercenti del mondo food (per ora) spetta il compito attuare controlli a campione per verificare che chi acquista abbia le certificazioni richieste. Vuol dire che quando un cliente acquista della merce considerata non essenziale, spetta all’esercente, alla cassa, chiedere la certificazione ed, eventualmente, inibire la vendita di quel determinato articolo.

Aggiornamento al 21 gennaio 2022

Servono regole univoche

Per il mondo delle catene non alimentari, comunque, la situazione non sembra ancora chiara e si sta lavorando per semplificare le regole: anche per loro il controllo sarà a campione oppure dovrà essere fatto per ogni persona? In attesa di capire meglio, Federdistribuzione rende nota la sua posizione.
“Servono regole univoche per tutto il settore per evitare disagi –commenta Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione-. Siamo preoccupati dalla mancanza di regole univoche per tutti gli esercizi commerciali sulla modalità di controllo del Green Pass, che a nostro avviso dovrebbe essere a campione per tutti i negozi, essenziali e non. Nella fase attuale, visto anche l’alto numero di contagi, le aziende hanno carenza di personale, tra quarantene e positivi, con organici sufficienti per coprire il lavoro ordinario e dunque con difficoltà a effettuare anche attività straordinarie, come il controllo delle certificazioni verdi all'ingresso. Le operazioni di controllo puntuale potrebbero inoltre creare rallentamento nei flussi in entrata nei punti vendita, con rischio di assembramenti e disagi. Chiediamo quindi che il sistema di controlli a campione, di ben più praticabile gestione, sia applicato a tutto il settore del commercio”.

La voce degli operatori

“Auspico che viga il concetto di “vendite prevalenti”, come suggerito saggiamente da Federdistribuzione e che dal primo febbraio nei supermercati o ipermercati non si inibiscano alcuni prodotti considerati … non primari -afferma, a voce e su Linkedin, Giorgio Santambrogio, CEO Gruppo di VèGè , Vice Presidente di Federdistribuzione e Former President di ADM-. E poi chi stabilirebbe quali sono i prodotti primari e quelli no? Il food e beverage sono chiaramente primari (anche il Dom Perignon 😉) ma chi dovrà comprare un paio di calze (è primario o no?) dovrà fare il tampone? E poi come gestiamo il controllo? La cassiera, alla cassa, divide la spesa in beni primari e secondari e chiede il green pass per le mutande?”

Le perplessità di Santambrogio riguardano anche i controlli. “Ogni quanto dovremo farli? Oltretutto con la drammatica carenza di personale che stiamo avendo in queste settimane … E poi, gli amici di Decathlon Italia, Coin, Leroy Merlin, ecc di tutto il non food, come faranno? Perché non si introducono regole univoche per tutto il comparto distributivo italiano?

Il mondo delle librerie

Tra i settori esclusi dall’esenzione del Green pass rientrano anche le librerie che, per voce di Paolo Ambrosini, presidente di Ali Associazione librai italiani di Confcommercio sottolinea come sia “Chiaro che la misura rappresenta un aggravio per le nostre attività, in un momento nel quale si assiste ad un rallentamento delle vendite e come imprese siamo chiamati ad affrontare le conseguenze dei forti aumenti dell’energia e delle materie prime. Sono però certo che i librai comprenderanno le ragioni di questo provvedimento e daranno al Paese quel segnale di collaborazione e unità che è necessario per superare questa nuova ondata della crisi sanitaria.

Considerato però che la misura crea dei vantaggi competitivi ad alcuni operatori, online e gdo, e che le librerie da sempre sono patrimonio di tutti -aggiunge Ambrosini-, riteniamo anche “culturalmente” insostenibile mantenere questo provvedimento per un lungo periodo e, anzi, temiamo che possa pregiudicare gli effetti positivi prodotti dal riconoscimento del libro bene essenziale. Per questo le nostre librerie continueranno con i servizi di consegne a domicilio o spedizione tramite corriere, per consentire a tutti i lettori di poter avere, anche in questa nuova situazione, la possibilità di leggere e non rompere quell’esile filo che nel nostro Paese lega il libro ai lettori. Auspico, comunque, che questo provvedimento sia applicato nelle librerie per il tempo strettamente necessario a superare il picco pandemico.

 

 

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