Osservatorio Non Food Gs1: touchpoint per integrare i canali

L'appuntamento con l'Osservatorio Non Food di Gs1 mette in luce la ripresa che il mercato sta vivendo, che deve comunque essere rafforzata. Tassativo riuscire a trovare un'integrazione tra online e offline, perchè il consumatore lo chiede

di Barbara Trigari

“Finalmente vediamo una ripresa nei consumi delle famiglie” dichiara Luca Zanderighi, fondatore e partner Tradelab presentando dati dell’Osservatorio Non Food di Gs1 al convegno al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Dati positivi che si riflettono in una crescita evidente di praticamente tutti i comparti analizzati dall’Osservatorio, con un bilancio attivo complessivo che vale 1,4 punti percentuali.

Cresce anche l’online, anche se il peso relativo è ridotto. "Guardando ai canali fisici -prosegue Zanderighi- le grandi superfici lottano per rimanere sul mercato razionalizzando l’offerta non food per concentrarsi su alcuni comparti o nicchie”.

Il futuro è nell’integrazione tra i diversi touchpoint e sono ben 33 quelli indagati da Gfk per la consueta ricerca di approfondimento dell’Osservatorio. gs1-onf-logo-2015-rid.png__626x235_q85_crop_subsampling-2_upscale

Ma come trarre il miglior risultato dalla consistente mole di dati e di suggerimenti che arrivano dai consumatori? Con un cambiamento nello stile di leadership, un approccio manageriale che scivola dalla cultura della standardizzazione e dell’efficienza verso quella della varietà e dell’efficacia, per gestire il cambiamento.

Parliamo di consumatori. I risultati dell’indagine Gfk presentati da Edmondo Lucchi mostrano un consumatore che usa utilitaristicamente e anche edonisticamente i diversi canali o touchpoint, a seconda del tempo a disposizione e del bisogno specifico, e che non abbandonerebbe mai il canale tradizionale, anche se questo viene utilizzato in maniera molto diversa dal passato, come hanno dimostrato anche le scelte di Mondadori e Finiper, rispettivamente per il nuovo format di libreria e per il centro commerciale Il Centro di Arese (Mi).

“Una experience di lusso e democratica, che possono vivere tutti, indipendentemente dall’acquisto che poi scelgono di fare” spiega Francesco Ioppi, direttore immobiliare del Gruppo Finiper. Attesissimo l’intervento di Christina Fontana, senior manager business development di Alibaba, che ha presentato la società e i numeri del mercato nel quale si muove l'etailer. Alibaba è una piattaforma multipiattaforma, un facilitatore per ogni tipo di esigenza del consumatore nato per migliorare il business di piccole e medie imprese. Oggi ha superato Walmart nelle vendite, e riguardo all’Italia, propone in Cina già un centinaio di marchi del made in Italy: in questa direzione intende proseguire sviluppandosi in Asia. Scarso l’interesse per l’Europa, considerato un mercato sufficientemente presidiato.

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Curiosa di tutte le forme di retail, italiano e internazionale, fisiche e online, food e non food. Da anni, seguo le evoluzioni (e le involuzioni) di questo mondo con l'obiettivo di raccontare, con occhi attenti e un pizzico di ironia, nuove realtà, iniziative originali, aggregazioni innovative, negozi d'impatto, e …

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