People innovation. Il futuro disegnato dalle persone

Siamo immersi in un profondo cambiamento d'epoca dove le aziende devono assumere il ruolo di imprese sociali, scientifiche e umanitarie (da Mark Up n. 257)

Il Tour 2017 del Festival della Crescita si apre il 15 marzo con la prima tappa di Oderzo, alle porte di Treviso, per poi toccare altre nove città sull’intero territorio nazionale. La giornata realizzata in collaborazione con Strategy Innovation, sarà interamente dedicata al tema People Innovation Lab: una triade di concetti che può essere letta come “laboratori di conoscenza per le persone”, ma anche come “le persone stesse sono portatrici di innovazione”. Nella giornata si spiegherà quanto l’innovazione sia oggi una sfida per tutti, e quanto sia necessario lanciare nelle aziende progetti di innovazione, per metabolizzarla e rilanciarla: il tema verrà affrontato in particolare nella sessione L’impresa come hub di innovazione, coordinata da Carlo Bagnoli dell’Università Ca’ Foscari, presentando aziende che questa sfida hanno deciso di affrontarla. In questo gioco di specchi tra pubblico e privato, etica ed estetica, prezzo e qualità, emergerà tra l’altro il ruolo decisivo del Design Thinking, un valore molto caro all’azienda Nice che ospita il Festival e che su questo ha costruito la propria affermazione come leader nell’offerta di soluzioni intelligenti nel campo dell’automazione. La direzione che intravediamo nei progetti di Nice è quella che pone al centro la qualità di vita delle persone, semplificando i movimenti di ogni giorno. La ricerca di nuove soluzioni per nuovi prodotti o servizi, tanto più “facili” grazie alla semplice evoluzione tecnologica, non sarà infatti sufficiente nella sfida dello sviluppo. Sarà invece determinante “ragionare” sulla vita delle persone e le loro relazioni, lo stare insieme nel mondo, muoversi al suo interno, per usare le parole di Alessandro Rosina e Sergio Sorgi, autori del libro Il futuro che (non) c’è. Costruire un domani migliore con la demografia. (Università Bocconi Editore). Persone oltre le cose, slogan di Conad ormai entrato nell’immaginario collettivo, sintetizza efficacemente tale concetto, mentre altrettanto significativo si dimostra lo spot natalizio dell’insegna, girato da Pupi Avati, dove si parla di gentilezza e di porte aperte all’altro. Più che mettere le generazioni di oggi in condizione di produrre e consumare di più rispetto al passato, si tratta di ragionare su ciò che avviene nelle vite di ciascuno, così da produrre innovazione governando (e non subendo) il “vento del cambiamento” per andare incontro al futuro. Ogni epoca ha prodotto ri-generazioni inaspettate, a volte nate da una intuizione creativa. Definire la propensione all’innovazione, anche in termini di marketing strategico, è complesso e da non confondere con la novità. Motore dell’innovazione è l’etica, sottolineava nel secolo scorso l’economista Schumpeter, cioè il desiderio sincero di essere al servizio di donne e uomini, e non solo di sé stessi. Innovatore è colui che riesce a sognare e portare a compimento qualcosa di diverso, di migliore per tutti. Da questa attuale indicazione, e a proposito di etica e degli effetti sugli scenari del consumo, pensiamo a quanta innovazione potrà ancora esserci a seguito dell’affermazione del vegetariano e del vegano nei comportamenti quotidiani. La triangolazione People Innovation Lab restituisce il profondo cambiamento d’epoca nel quale siamo immersi, dove il ruolo sociale dell’impresa diventa decisivo. In questa partita riemerge il ruolo decisivo dei grandi valori. Anche per questo si avverte il bisogno di nuovi maestri: l’affermazione di Papa Francesco nell’immaginario -non solo dei credenti- lo dimostra. La partnership che il Festival della Crescita ha stretto con una realtà come Fondazione Umberto Veronesi, che accompagnerà il Festival in molte delle sue tappe, costituisce un segnale tangibile in questa direzione. Tutti segnali che sembrano dimostrare l’esigenza di far convergere l’impresa tout court con l’impresa sociale, scientifica, umanitaria. Seguendo il filo di questa riflessione, bisognerà comprendere quanto la vita delle aziende sarà in futuro regolata da nuovi paradigmi -tutti ancorati alla social innovation- che possiamo sintetizzare in 4 grandi valori: la sostenibilità e l’economia civile (Crucial & Sustainable), la fiducia e la condivisione (Trust & Sharing), la qualità tempestiva che riesce a combinare velocità e profondità (Quick & Deep) e l’unicità locale che può, se lo
vuole, diventare universale (Unique & Universal).

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