Tendenze e opportunità nei pagamenti digitali secondo l’Osservatorio Visa

I pagamenti digitali sono diventati una consuetudine mentre è crescente la familiarità con l’open banking e l'aumento del livello di apertura verso la condivisione di dati bancari e finanziari con terze parti

La metà degli italiani effettua quasi tutti i pagamenti in modalità digitale mentre cresce la percentuale (l’82% rispetto al 70% del 2022) di coloro che si aspettano che essi diventeranno una consuetudine nel giro di qualche anno. Il 37% delle persone è interessato a provare nuovi prodotti o servizi di pagamento rilasciati sul mercato, il 58% è aperto verso le novità che semplificano l’esperienza di pagamento.

L'osservatorio di Visa sui pagamenti digitali

Sono alcuni dei dati che emergono dalla seconda edizione dell’osservatorio annuale Visa realizzato in collaborazione con Ipsos che vuole mettere in luce le tendenze in atto nel mercato, le aspettative dei consumatori italiani e le opportunità per gli operatori del settore e che ha coinvolto un campione di 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni.

La ricerca offre indicazioni sulle aree in cui gli intervistati ritengono che l’innovazione possa dare impulso a nuovi servizi o a un miglioramento di quelli esistenti, aree nelle quali l’esperienza utente può essere resa più fluida e semplice, come negli acquisti presso i piccoli negozi (40% degli intervistati), il pagamento di prestazioni occasionali (36%), l’invio di denaro per le piccole spese (18%), ricevere un pagamento (17%), pagare tasse, multe e tributi alla Pa (15%).

Migliorare l'accessibilità dei pagamenti digitali in viaggio

Attesa di innovazioni che migliorino l’esperienza anche nei pagamenti mentre si è in viaggio. Per esempio, avere la possibilità di accedere alla valuta estera direttamente dal proprio conto faciliterebbe le spese (75% degli intervistati) e una carta di debito o prepagata con accesso al conto in valuta estera (conto multicurrency) potrebbe diventare la carta principale nel caso offrisse servizi come, per esempio, la disponibilità immediata di valuta estera (67%), il prelievo in valuta estera presso gli atm durante il viaggio, (53%), cashback su operazioni di pagamento effettuate in valuta estera, impostazione del limite di spesa giornaliero da app.

Attenzione alle innovazioni e opportunità di sviluppo di nuove soluzioni anche sul fronte dei servizi premium, con il 67% degli intervistati che sarebbe disposto a pagare (da 5 a 10 euro al mese) per servizi come il cashback in negozi selezionati, assicurazioni aggiuntive, assistenza personalizzata 24/7, programmi di loyalty e servizi relativi alla sostenibilità; percentuale che supera il 75% tra la generazione z e i millennial.

 

Cresce la familiarità con l'open banking

In aumento la familiarità con il concetto di Open Banking, il 44% degli interpellati ne ha sentito parlare e l’11% ritiene di conoscerlo bene. Sono i giovani a mostrare un crescente livello di apertura verso la condivisione di dati bancari/finanziari con terze parti in cambio di servizi quali sconti, offerte personalizzate, consigli su come gestire le spese personali/familiari, riconosciuti come un valore aggiunto dal 37% della generazione z e dal 36% dei millennial.

Infine, secondo la ricerca, la sostenibilità ambientale entra fra i criteri che possono influenzare la scelta della banca e dei servizi di pagamento (47% degli intervistati).

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