Perché Walmart ha lasciato il Regno Unito (c’entra anche Amazon)

La "Brexit" del colosso statunitense, ovvero la cessione di Asda Uk, si fonda su ragioni diverse e rientra in un nuovo sguardo al futuro del retail

Era già un po' di tempo che Walmart cercava la propria "Brexit", ovvero un'uscita dal mercato del Regno Unito. L'antitrust aveva già bloccato un precedente tentativo di vendita di Asda Uk a Sainsbury's e, ora, con la cessione della catena al gruppo Issa Brothers e a Tdr Capital per circa 6,8 miliardi di sterline, l'addio è diventato ufficiale. Ma vediamo il perché di questa scelta e in quale contesto strategico la stessa si situa.

 

 

Le ragioni dell'addio: Amazon, le regole inglesi e i discount

Secondo gli esperti si tratta di una mossa che rientra nell'ambito di una più ampia riorganizzazione del business internazionale di Walmart in favore di una maggiore focalizzazione del colosso statunitense sul mercato interno e sui servizi online. E questo, in buona sostanza, significa soprattutto sulla competizione con Amazon.

Alcune recenti mosse di Walmart in Usa confermano questo punto. La prima: l'implementazione in tutto il Paese del programma in abbonamento Walmart+ (98 dollari all'anno o 12,95 al mese), che offre opzioni come le spedizioni illimitate gratuite dal negozio e sconti carburante. La seconda: la continua spinta nel settore fashion, sempre sulla scia di Amazon, con partnership come quella con ThredUp, il più grande negozio online di abiti usati. La terza: un massiccio programma di rinnovamento dei propri store (saranno 800 nel 2021) all'insegna della digitalizzazione.

Passando a ragioni più "endogene", è altrettanto vero che, lasciando di fatto il territorio inglese dopo circa 20 anni, Walmart conferma di non aver ottenuto i risultati prefissati, proprio come avvenuto nel 2006 con l'addio alla Germania, che rappresentava l'altro grande tentativo di successo in Europa.

L'ingresso di Walmart nel 1999 nel Regno Unito era stato accolto con favore dal Governo dell'epoca, che sperava avrebbe dato una scossa al mercato e reso i prezzi più competitivi, offrendo parallelamente un migliore servizio. Tuttavia, come rileva la stampa nazionale, le rigide leggi locali hanno reso difficile a Walmart attuare lo sviluppo della rete nello stesso modo in cui ha fatto negli Stati Uniti. Negli ultimi dieci anni, poi, Walmart su suolo Uk ha dovuto affrontare una nuova e sempre più agguerrita concorrenza da parte dei discount tedeschi Aldi e Lidl, che si rivolgono ai consumatori con un'uguale attenzione alla convenienza. Da notare, infatti, che la quota di mercato di Asda nel Regno Unito si aggira ora intorno al 14,5%, un calo significativo da quel 18% del 2013.

Judith McKenna, amministratore delegato di Walmart International, ha confermato al Financial Times che il mantenimento di una piccola partecipazione in Asda deriva dal fatto che il colosso crede nel successo a lungo termine del retailer sotto questa nuova guida. Ha inoltre sottolineato come Walmart abbia già una serie di strutture proprietarie in diversi mercati esteri, a dimostrazione del fatto che "one size doesn’t fit all", ovvero "una taglia non va bene per tutti".

L'acquirente di Asda, nel frattempo, pianifica di investire in questo business ben 1,3 miliardi di sterline nei prossimi tre anni per dare un deciso impulso al suo sviluppo. Il tutto senza stravolgere autonomia e posizionamento della catena, che si manterrà sulla garanzia "every day low prices".

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