I 6 must per fare mobile marketing nel 2016

handsome hipster modern man using smart phone
Ecco secondo gli esperti i trend chiave da tenere a mente nell’impostare una strategia di comunicazione orientata al mobile.

Si continua a parlare di mobile, presente e futuro della comunicazione che prosegue inarrestabile la propria crescita, sia in termini di penetrazione dei dispositivi, sia in termini di tempo di fruizione ad essi dedicato. Non stupisce allora che l’advertising sia stia progressivamente spostando su questo canale.

Secondo una ricerca presentata da eMarketer, in Usa il prossimo anno la spesa pubblicitaria destinata al mobile sorpasserà definitivamente il desktop, arrivando a sfiorare nel 2019 i 66 miliardi di dollari, pari al 72,2% dell’ammontare complessivo investito sul digitale.

Ecco allora i trend e i punti chiavi da tenere a mente per una corretta strategia di marketing orientata a tali dispositivi, sintetizzati dal white paper Teradata e dai consigli dell’esperto Eric Holmen, vicepresidente esecutivo del provider Invoca.

  1. Più customer experience, meno mass marketing. Perché il messaggio che inviano al consumatore venga recepito con esito positivo, i brand devono prima assicurarsi che l’engagement della persona sia al massimo, preparandola con un’esperienza di tipo olistico.
  2. Integrazione dei touchpoint. Ovvero il superamento, come già preannunciato, della logica multicanale a favore di quella omnicanale, in risposta a un utente che non ama essere bombardato su più fronti, suddividendo continuamente l’attenzione. Le parole chiave sono dunque fluidità, continuità e trasparenza.
  3. telefono chiamata mobile smartphoneNon sottovalutare la conversazione, intesa proprio come dialogo telefonico. Facendo riferimento a un recente sondaggio, Holmen sottolinea come la telefonata sia ancora il mezzo prediletto dai consumatori quando si tratta di tematiche di loro interesse, sia a livello personale, sia in termini di business. Un aspetto spesso trascurato dal marketing, che dovrebbe invece rivalutarlo a livello qualitativo, registrando le chiamate e tenendone traccia per poi usarle come risorsa.
  4. Risparmiare tempo, prima che denaro. Questo l’interesse primario dei consumatori secondo Teradata, che spesso abbandonano un acquisto perché la parte finale della customer journey relativa al pagamento è troppo lenta e inefficiente.
  5. Localizzare con rilevanza, delegando il potere di scelta al consumatore, che solo con un proximity marketing che offre un reale valore aggiunto viene fidelizzato a lungo termine. Un esempio eccellente in tal senso è la recente applicazione lanciata da Notify Nearby, che consente agli utenti di decidere quali fashion retailer seguire, per ricevere in tempo reale promozioni e offerte localizzate in base al loro posizionamento.
  6. Segmentazione individualizzata, ovvero che sappia rivedere le logiche del targeting, come già approfondito nelle 6 previsioni 2016 per l’advertising online, in evoluzione trainato dalla tecnologia programmatic. Ne deriva una conseguente moltiplicazione dei messaggi, parte non a caso delle 10 linee guida della comunicazione pubblicate recentemente dal gruppo internazionale Hotwire.

 

 

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