Affidiamoci alle nuove generazioni

Gli opinionisti di Mark Up (da Mark Up n. 278)

Il supermercato in Italia è ancora troppo tradizionale, nonostante le famiglie “traditional”, secondo l’analisi sugli stili di acquisto Nielsen, in Italia siano solo il 12% del totale. Gli addetti ai lavori operano con sistemi che si innovano molto lentamente. I follower spesso trovano nel prezzo la sola strada, facendo perdere redditività al mercato, abbassando il valore del prodotto e il servizio. La vecchia generazione manageriale deve fare spazio alla nuova, il mercato deve sperimentare nuove esperienze, che nascono dalle persone che vivono la modernità quotidiana.
Soddisfare gli attuali consumi guardando al futuro, preservando la qualità della tradizione e la cultura dei territori. L’attuale comunicazione ci fa vivere esperienze che creano una forte e rapida evoluzione che impone il cambiamento. È un percorso nuovo, che prospetta scenari mai avvenuti, ed esperienze non vissute prima e che non possono essere affrontate dalle vecchie generazioni, bensì dalle nuove. Gli uomini devono essere più responsabili, solidali e attenti alla sostenibilità. I prodotti che creiamo devono essere tracciati, sicuri e buoni, considerando i diversi target di consumatori, al fine di destinare a ciascuno i servizi opportuni, monitorando sell-out e sprechi. I punti di vendita devono creare empatia con il consumatore, le cui necessità vanno comprese: bisogna instaurare un dialogo e formare il consumatore per renderlo consapevole e pronto all’acquisto quotidiano. I punti di vendita dovranno essere più piccoli, ben assistiti senza rinunciare ai servizi. Non devono prevalere i reparti ma i prodotti programmati, che saranno le leve trainanti di altri prodotti pronti a soddisfare i nuovi stili di vita.

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