Aigrim rappresenta la ristorazione su autostrade, nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti. Un settore che occupa più di 30.000 persone. "Un settore a forte rischio di chiusura senza in interventi del Governo"

L’intero settore rappresentato da Aigrim (che include anche le principali aziende della ristorazione in concessione nelle aree di servizio autostradali, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie) sta affrontando una crisi economica senza precedenti, con ricadute che, senza le necessarie misure, sortiranno impatti insostenibili.   

 

 

I numerosi provvedimenti emanati dalle autorità, nazionali e locali, per contenere il contagio del coronavirus hanno inevitabilmente portato alla limitazione della mobilità delle persone, alla chiusura dei punti di ristoro, fatta eccezione per la rete autostradale e alla modifica delle modalità di erogazione del servizio. Per affrontare la situazione, Aigrim propone una serie di misure tra cui l’intervento (con il supporto degli enti concedenti) sui canoni e sugli oneri di gestione, sui tempi di pagamento e sull’estensione dei contratti in essere bloccando qualsiasi nuova gara.

Secondo Christian Biasoni, ad di Chef Express, e vice presidente di Aigrim, sono necessarie azioni di sostegno per garantire condizioni di sostenibilità economica per la ripresa, quali accordi ponte tra concedenti e operatori della ristorazione a canoni calmierati, per permettere di mantenere vivo il mercato della ristorazione in concessione che altrimenti rischia di essere irreversibilmente compromesso. Stiamo parlando di un comparto che ad oggi occupa circa 30.000 dipendenti. "Sarà importante -aggiunge Biasoni- veder riconosciuta, attraverso forme di sovvenzionamento, la componente di servizio pubblico insita nello svolgimento delle attività degli operatori della ristorazione. Infine, sarà cruciale per la sopravvivenza del settore la possibilità di accedere a futuri finanziamenti nell’ambito delle misure che il Governo si appresta ad emanare".   

La posizione di Aiscat

La preoccupazione monta anche alla luce della posizione assunta da Aiscat, associazione che raggruppa le principali società autostradali. Sul tema dei canoni, le concessionarie autostradali avrebbero comunicato al Mit una generica disponibilità a sospendere l’applicazione dei canoni fissi e variabili, rimettendo tuttavia a negoziazioni ad hoc tra aziende della ristorazione e concessionarie autostradali la definizione in concreto delle misure. "Siamo a un’affermazione di principio pericolosa -è il commento di Aigrim- perché, in assenza di un intervento forte da parte del Governo, ciascuna concessionaria autostradale potrà decidere discrezionalmente. Inoltre, non basteranno moratorie temporanee destinate a cessare con la fine delle misure di contenimento. Servono azioni di sostegno affinché in tutti i canali in concessione (autostrade, aeroporti e stazioni), anche dopo la fine dell’emergenza, vengano garantite condizioni di sostenibilità economica per la ripresa che non sarà veloce. Il traffico riprenderà lentamente e soprattutto occorrerà confrontarsi con un viaggiatore che sarà  cambiato. Servirà  molto tempo prima di recuperare i volumi ante emergenza. È importante – ribadisce Aigrim- che per il tempo necessario al recupero di questi volumi vengano stipulati accordi ponte tra concedenti e operatori della ristorazione a canoni calmierati. Solo in questo modo potranno  essere salvaguardati livelli occupazionali e continuità delle gestioni. Diversamente si assisterà alla progressiva chiusura di punti vendita e al proliferare di contenziosi in tutti i canali del viaggio”.        

All’azzeramento dei volumi di vendita e della generazione di cassa, si aggiungono gli impegni economici legati ai contratti di sub concessione stipulati con le diverse concessionarie autostradali, aeroportuali e ferroviarie. Tali contratti, precisa Aigrim, impongono canoni fissi e variabili, costi di gestione e investimenti dimensionati su volumi ad oggi non più esistenti.

Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le istituzioni che stanno lavorando senza sosta per fronteggiare questa pesante emergenza sanitaria, economica e sociale -conclude Cristian Biasoni, vicepresidente Aigrim-. Le aziende rappresentate non hanno fatto mancare il proprio supporto, mantenendo solo con le proprie forze l’ingente impegno economico per garantire un pubblico servizio, gravato da oneri non più sostenibili e senza alcun ritorno. Per questo siamo a disposizione per contribuire ad individuare soluzioni che possano equamente bilanciare tutte le esigenze in gioco”.

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