Gli opinionisti di Mark Up – Roger Botti

Generazione “senza”: non più nicchia (da Mark Up n. 254)

Senza zucchero. Senza glutine. Senza sodio. Senza  lattosio.  Senza  olio  di  palma.  Senza  grassi.  Dalla  nicchia  al  largo  consumo,  l’offerta  del  “senza”  cresce  a  ritmo  incalzante  e quella che prima era la scelta obbligata di pochi oggi è diventata la scelta consapevole dei più. Per le aziende è il momento di intraprendere strade chiare e di raccontarle con trasparenza e i brand si stanno attrezzando non solo per aggiornare processi, ricettazioni, offerta, ma soprattutto per trovare nuovi linguaggi. Per cominciare, non è più sufficiente aggiungere sul pack di sempre  un  inserto  che  annunci  a  gran  voce  “senza  olio  di  palma”: la decisione di eliminare l’ingrediente sembrerà più un male necessario imposto dal mercato, che una strada consapevolmente e responsabilmente agìta dall’azienda. È fondamentale trovare un modo proprietario di raccontare il “proprio” cambiamento, in modo diverso da quello di qualunque altra  azienda  e  in  grado  di  testimoniare  l’impegno  del  produttore  nel  trovare  risposte  autentiche  e  ragionate  ai  bisogni delle persone. Oltre la trasparenza poi, la vera opportunità è trasformare il “senza” in un “più”: da prodotto privativo o punitivo a offerta di “gusto a cuor leggero”, un’indulgenza da concedersi senza sensi di colpa e senza timori per la salute e il benessere. Così se un tempo il case study era Valsoia, con il suo stile sobrio e funzionale, oggi il nuovo riferimento potrebbe essere So Delicious, il brand dairy free che il suo linguaggio “alla Magnum” sta facendo scuola. La chiave:  trasformare  un  prodotto  vegetariano  per  vegetariani  in un prodotto buono e gustoso fatto con ingredienti vegetali in un ottimo prodotto realizzato con ingredienti alternativi.

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