Quarto Osservatorio Just Eat sul digital food delivery in Italia, mercato in continua crescita: rappresenta tra il 20% e 25% dell’intero settore del domicilio

La consegna del cibo basata sull'ordinazione/prenotazione a distanza (digital food delivery) continua a crescere in Italia: rappresenta tra il 20% e 25% dell’intero settore. Il lockdown ha dato una grande mano alla crescita di questo settore, come a tutto il mondo delle stay-at-home stocks.

 

 

Su Just Eat, un 30% in più di ristoranti ha scelto il digitale per ampliare business e clientela, con richieste sul servizio 5/6 volte superiori durante il periodo di lockdown.

 

 

Il quarto Osservatorio annuale sul mercato dell’online food delivery propone la Mappa del Cibo a Domicilio in Italia con un'analisi in 30 città della Penisola. L’analisi include le tendenze dei consumi, le cucine e i piatti più amati ed emergenti e le abitudini lungo tutto il territorio, ma per la prima volta anche nuove evidenze su emozioni (food mood), occasioni e modalità di condivisione che guidano le scelte degli italiani in fatto di food delivery, definendo in collaborazione con Bva Doxa i 6 identikit che rappresentano comportamenti, interessi e bisogni di chi ordina a domicilio in digitale.

"Mai come quest’anno il food delivery si è dimostrato un servizio essenziale per gli italiani, portando direttamente a domicilio, in modo facile, veloce e sicuro, cucine e piatti preferiti, e rispondendo in modo positivo anche in un contesto storico difficile. Secondo un sondaggio che abbiamo condotto durante i mesi di lockdown, il food delivery si è dimostrato un servizio essenziale per il 90% degli intervistati -commenta Daniele Contini, country manager di Just Eat in Italia-. Ma non solo. Anche il settore della ristorazione ha visto una crescita importante nella digitalizzazione, arrivando a un +30% di ristoranti che hanno scelto Just Eat come partner per gli ordini a domicilio, e contando così oltre 16.500 ristoranti partner sulla piattaforma, con una copertura del 100% dei comuni con più di 50.000 abitanti e il 66% degli italiani (40 milioni) che possono ordinare su Just Eat da almeno un ristorante. Si tratta di un mercato che nel 2021 prevediamo possa raggiungere il valore di 1 miliardo di euro a livello nazionale con un ulteriore sviluppo nei centri medi e più piccoli".

Gusti e tendenze del food delivery in Italia

La Mappa del Cibo a Domicilio in Italia aggiorna anche la classifica delle prime 10 cucine più ordinate dagli italiani: al top la pizza, seguita dalla preferenza per l’hamburger (il cheeseburger passa in testa surclassando la versione con bacon del 2019), e terzo il giapponese soprattutto grazie a nigiri, edamame e uramaki Philadelphia. Dal quinto posto in poi si registrano le maggiori novità.

Top 10 cucine più ordinate
  1. Pizza
  2. Hamburger
  3. Giapponese
    4. Cinese
  4. Pollo ↑
  5. Dolci ↑
  6. Panini ↓
  7. Poké
  8. Messicano ↑
  9. Greco
Top 10 cucine più in crescita                  
  1. Poké
  2. Gelato
  3. Specialità di pesce
  4. Kebab
  5. Hamburger
  6. Pinsa
  7. Giapponese
  8. Messicano
  9. Pizza
  10. Pollo

Anche i nuovi cibi stanno consolidando la loro presenza nelle scelte degli italiani: il poké quest’anno è all’ottavo posto tra i più ordinati e non solo presente nei trend di crescita; il messicano sale in nona posizione, anche grazie ai nuovi consumi di tacos e burritos e a ristoranti dedicati a questi piatti, e la cucina greca come altra new entry cresce grazie a piatti come la pita, il tzatziki e l’insalata greca.

Passando alle cucine più amate, il poké registra quest’anno un +133% di richieste; il gelato (+110%) si è dimostrato protagonista degli ordini durante il lockdown grazie anche al caldo anticipato nei mesi di aprile e maggio. Nuove nella classifica dei food trend anche le specialità di pesce (+27%) e kebab (+23%). Seguono hamburger (+21%), la pinsa (+19%), che conferma la riscoperta di prodotti regionali nel mondo del cibo a domicilio; la cucina giapponese è in settima posizione con +16%, messicano in ottava con +16%; pizza e pollo in nona e decima con +15%.

Le cucine emergenti

Non mancano alcuni trend emergenti, che hanno visto anche l’apertura di nuovi ristoranti dedicati a queste specialità: i panzerotti, con una preferenza per i classico pomodoro e mozzarella; la cucina mediorientale, con falafel, jiaozi, baozi e amok; bao e ravioli, con in testa i ravioli cinesi di carne; vegetariano con l’hamburger e thailandese con pad thai, riso thai e pollo satay.

Per quanto riguarda i piatti più ordinati a livello nazionale, la classifica conferma in parte quanto registrato nel 2019: pizza, patatine fritte, involtini primavera, supplì, olive ascolane, riso alla cantonese, panino kebab, crocchette di patate, nigiri sake e ravioli cinesi alla griglia.

Food delivery durante il lockdown

Oltre a pizza, hamburger e giapponese è il gelato ad aver scalato la classifica dei cibi più ordinati, dimostrando di essere anche quello con il numero maggiore di ordini in aumento (+230%) seguito da bevande, anche birre e vini (+128%) e dal giapponese che cresce comunque del +42% durante il lockdown insieme alle specialità di pesce con + 20% e alla cucina italiana, anche in relazione ai nuovi ristoranti nostrani che tra marzo e maggio hanno scelto il digital food delivery durante il periodo di chiusura.

L’incremento di ristoranti si è fatto sentire di più in alcune zone, tra cui Foggia, Prato, Taranto, Salerno, Livorno e Pescara e, come a livello nazionale, ha coinvolto soprattutto piccole realtà locali che hanno scelto di restare aperti solo con le consegne a domicilio.

Aumentano il numero di pagamenti digitali e in particolare alcune specialità che hanno segnato i giorni di lockdown, come la colomba, i menù per la famiglia e i bambini, i kit compleanno con dolci e vaschette di gelato.

I 6 profili di consumatori

La ricerca di Just Eat identifica 6 profili di food lover individuati grazie alla collaborazione con BVA Doxa: l’Impegnata, la Smart Family, l’Esordiente, il Party Planner, il Tenace e la Coccolona.

  • Impegnata: giovane donna lavoratrice. A suo agio con il digitale, che utilizza spesso per i pagamenti. Curiosa, ama sperimentare, ordina spesso da più ristoranti, spesa medio-alta. Ordina quando è stanca: predilige pizza (72%), hamburger (45%) e cucina giapponese (35%), con il partner (32%), in famiglia (30%) o da sola (33%), in settimana (73%);
  • Smart Family: composta da uomini 40-45enni, sposati o conviventi con figli; prediligono la socialità, preferiscono ordinare quando si sentono sereni. Ordinano in occasioni speciali: a ristoranti fidati, prediligono pizza (67%) e cucina italiana (52%) da condividere con famiglia (59%) e amici, soprattutto nel weekend (51%);
  • Esordiente: giovane ragazza under 24, studentessa, si affaccia al mondo del lavoro, vive con la famiglia o da sola. È spesso anche l’interfaccia digitale della sua famiglia: gestisce gli ordini per i propri genitori. Ordina il weekend (53%), pizza (59%) e cucina giapponese (47%) da condividere in famiglia (35%) o con il partner (33%);
  • Party Planner: giovane professionista under 35, impiegato o freelance: utilizzatore molto attivo, ha la più alta varietà di cucine, dalla pizza alla cucina giapponese (50%), hamburger (45%), cucina cinese (35%), ma anche poké e cucina indiana da ordinare con il partner (100%) e nel weekend (54%);
  • Tenace: giovane studente, il food delivery è un modo per festeggiare i successi e premiarsi. Classico utilizzatore di food delivery, è attivo quasi tutti i mesi, alterna max 2-3 all’interno delle quali ama sperimentare. Festeggia soprattutto con cucine nazionali: pizza (62%), cucina giapponese e italiana a pari merito (42%), con il partner (31%) e durante la settimana (46%);
  • Coccolona: è il target più giovane, studentessa o ragazza in cerca di occupazione under 34, uscita da poco di casa, per la quale il food delivery rappresenta una consolazione/compensazione per i momenti difficili. Ordina quando si sente triste. Utilizzatrice molto attiva, ama sperimentare, ordina pizza (66%) ma anche dolci (27%) e i panini (24%) da gustare da sola (68%), in settimana (65%) ma anche nel weekend se capita (28%).

I più attivi nel food delivery sono i Millennials insieme alla Generazione Z con un totale del 55%, che mantengono il primato ordinando soprattutto pizza, hamburger, sushi e dolci e che tendono a variare di più utilizzando principalmente l’app, così come gli uomini che ancora una volta risultano essere quelli che ordinano di più a domicilio con un 52% vs 48% donne.

Nella top 5 delle professioni che ordinano di più: gli impiegati con il 41%, seguiti da studenti (22%), in calo rispetto al 2019 (30%) in virtù della chiusura di scuole e università a seguito del lockdown, liberi professionisti (7%), operai con (5%), imprenditori (4%) e disoccupati (3%).

Da Nord a Sud le abitudini città per città

Nel viaggio lungo la penisola si incontrano le più diverse tendenze soprattutto in materia di piatti. Ma questa non è novità, anche se è un dato meno scontato di quanto si potrebbe credere, considerando la forte standardizzazione di questo mercato.

Analizzando le 30 città all’interno della Mappa, Just Eat segnala alcuni highlights:

  • boom di richieste per il gelato a Firenze (+600%), Padova (+400%) e Genova (+218%).
  • Tutti pazzi per il poké a Torino (+100%), Napoli (+150%) e Roma (+135%).
  • Gastronomia tradizionale italiana: in aumento a Monza e Reggio Emilia (+120%),
  • Il giapponese tiene banco soprattutto a Pescara (+134%)
  • La domanda di hamburger cresce sempre di più a Messina (+156%) e Cagliari (+102%).
  • Rimini (+220%) conferma la vocazione piadinara della Romagna

Al Nord si mangia più giapponese (quasi il 50% in più rispetto a Roma) e si ordina il doppio del poké, oltre a registrare una passione per piadine e italiano.

Al Sud molto richiesto l’hamburger, il cibo più ordinato a Napoli, insieme a dolci, pinsa, pollo e messicano.

Food delivery: cresce fuori dalle grandi città

È nei centri urbani tra 100.000 e 200.000 abitanti e nei comuni con meno di 50.000 abitanti che si registra una maggiore crescita di domanda e offerta, con importante incremento dei ristoranti sull’app (+30% nell’ultimo anno), ma anche degli ordini: durante il lockdown si è registrato un aumento nell’uso del digitale in relazione anche ai pagamenti digitali, preferiti dai nuovi utenti e in quota crescente del +36%.

Ecco le prime 5 città per numero di ristoranti partner di Just Eat:

  1. Rimini +139%
  2. Cagliari +120%
  3. Reggio Emilia +119%
  4. Ferrara +108%
  5. La Spezia +86%

Seguono Monza (+50% di ristoranti), Modena (+47%) e Messina (+45%). Roma e Milano occupano invece una posizione di consolidamento rispetto alla già grande diffusione dei servizi di delivery.

La classifica delle città più in crescita per quantità di ordini conferma Rimini al primo posto, seguita da Ravenna, Taranto e Brescia. Tra le prime 10 posizioni si ritrovano poi ancora Reggio Emilia, Cagliari, Messina, Modena e La Spezia, questo grazie anche a un supporto in termini di servizio di delivery proprietaria e investimenti sul territorio che Just Eat ha implementato nel corso del 2019 e 2020 nelle città.

Fra le città che registrano la maggior quantità di ordini (valore assoluto) troviamo: Roma, Bologna, Milano, Torino, Genova, Napoli, Trieste, Palermo, Parma e Pisa.

 

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