Nuovi domini: più “visibilità” digitale

Web – La liberalizzazione dei generic Top Level Domains apre interessanti opportunità di marketing e brand identity per le aziende

La vitalità dimostrata dal canale online nel nostro Paese - con una previsione di fatturato e-commerce 2014 di 13 miliardi di euro (fonte Netcomm-Polimi) - pone le imprese di fronte alla necessità di una continua revisione critica della propria presenza sul web. Un'analisi tesa non solo a registrare i cambiamenti nelle dinamiche di relazione tra consumatori e brand, ma anche a cogliere le opportunità offerte dal “sistema” Internet. Fra queste, la liberalizzazione dei nuovi domini generici di primo livello (generic Top Level Domains), ovvero delle principali estensioni a dominio, come per esempio: .com, .net, .org, .biz,.pro, .info, .tel, .mobi, etc. Per molti anni, i gTLD disponibili sono stati poco più di 20, ma a seguito di questa liberalizzazione avviata da ICANN, fanno il loro ingresso sul mercato molte nuove estensioni legate a marchi aziendali, nomi generici, aree geografiche o community.

Personalizzazione. Nei prossimi tre anni verranno introdotti nel mercato circa 700 nuovi domini, dei quasi 2.000 per i quali era stata fatta richiesta ad ICANN. “È importante chiarire che un'azienda che voglia ottenere un dominio aziendale personalizzato (.brand) oggi non lo può più fare perché la domanda andava inoltrata esclusivamente nella finestra temporale aperta dal 12 gennaio al 12 aprile 2012 - spiega a Mark UP, Gabriele Sposato, Head of Product Management Domains di Register.it, brand italiano del Gruppo Dada, leader in Italia nel mercato di domini, hosting, soluzioni di e-commerce e advertising digitale -. Solo poche aziende italiane, tra cui Fiat e Gucci, sono riuscite a registrare questa tipologia di dominio”.

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