Quando la supply chain diventa agile

Gli opinonisti di Mark Up (da Mark Up n. 282)

Adattabilità, velocità di risposta e gestione del rischio: questi sono i presupposti per un controllo agile della supply chain in contesti a volatilità e incertezza di mercato medio-alte. Ma l’approccio classico della “massima efficienza”, tipicamente ad alto livello di spese in conto capitale, lascia il passo alla duttilità resa possibile oggi tramite l’adozione di tecnologie digitali come Internet of Things (IoT) e Big Data.
La gestione delle informazioni diventa la chiave competitiva della supply chain e la condivisione di queste tra gli attori della stessa catena è uno dei fattori fondamentali per aumentare la qualità dei processi di programmazione operativa e pianificazione
strategica.
In questo, IoT e Big Data sono determinanti. Il primo è un alleato nella tracciabilità dei prodotti, ma utile anche per avere informazioni in tempo reale su distribuzione, vendita o affinamenti sui prezzi delle materie prime. I secondi sono un aiuto per individuare, geolocalizzare e intercettare trend crescenti o decrescenti di domanda.
Nonostante oggi tutti questi strumenti siano disponibili anche in Italia, il livello di adozione resta ancora incredibilmente basso. Il problema è soprattutto culturale: una supply chain agile e competitiva trova la sua ragione fondante nello scambio e nella condivisione di informazioni, viste troppo spesso come un elemento di potere. Condividerle, invece, con altri attori con cui si è connessi non significa cedere lo “scettro del controllo”, ma gettare le basi per realizzare le proprie strategie. Impariamo tutti a lavorare meglio, insieme.

 

 

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