#Coronavirus, come un centro commerciale affronta l’emergenza

Le Due Torri a Stezzano (Bg)
Nel primo fine settimana dell'emergenza coronavirus il centro commerciale Le Due Torri a Stezzano (Bg) ha registrato un calo di affluenza del 20-25%

Sull’emergenza coronavirus e sulle ordinanze di chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, emesse da Regione Lombardia e dall’autorità sanitaria, parla Roberto Speri, direttore dello shopping center Le Due Torri di Stezzano, uno dei pochissimi, forse l'unico -fino a questo momento, e a parte l'intervento del presidente del Cncc, Massimo Moretti- fra i direttori di centri commerciali italiani a esprimere un commento puntuale e articolato sulla situazione.

"Come centro commerciale collaboriamo attivamente fin dall’inizio con le istituzioni per limitare la diffusione del virus e dell’emergenza -precisa Speri-. Abbiamo annullato tutti gli eventi in programma, cerchiamo di evitare situazioni di assembramento per diminuire il rischio di contagio; come disposto i bar chiudono alle 18, e sabato 29 e domenica 1 marzo l’intero centro resterà chiuso ad esclusione di Esselunga che garantirà la normale apertura. Abbiamo intensificato l’igienizzazione delle aree comuni e delle gallerie, cosa che si verificava comunque nei periodi invernali anche per evitare il contagio delle normali influenze stagionali. All’interno del centro ci sono da sempre numerosi distributori di gel igienizzante e la maggior parte dei sistemi nei servizi igienici sono no-touch; inoltre gli addetti alle pulizie passano più volte al giorno le superfici dove si verifica la maggior parte dei contatti”.

Per quanto riguarda l’affluenza, il direttore dichiara: "Domenica e lunedì (23 e 24 febbraio, ndr) abbiamo registrato una minor affluenza, direi circa il 20-25% di clientela in meno rispetto al solito, fatta eccezione per Esselunga che, nonostante l’elevato numero di persone che si sono recate a fare la spesa, ha gestito la situazione senza particolari problematiche. Direi che, a parte la preoccupazione di alcuni per le scorte alimentari, la reazione della popolazione è comunque nella norma. In molti preferiscono stare a casa e ritengo che questo sia un atto di responsabilità da parte di persone che si sentono più soggette a contagio".

Le ordinanze e l’emergenza avranno delle ripercussioni sul fatturato? "Questo non è il momento di ragionare sul fatturato ma di collaborare tutti quanti per evitare che il virus si diffonda, mettendo in pratica le disposizioni dell’Autorità preposta, prendendo molto seriamente tutte le indicazioni ed evitando inutili allarmismi".

 

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