Farine, confini produttivi labili fra target professionali e domestici

Con le famiglie chiuse in casa un boom delle vendite di lieviti e farine, anche sul canale online. Cosa rimarrà nel post emergenza?

Farine mon amour. “Se l’analisi del mercato fosse stata fatta sui dati ricevuti fino a fine gennaio avrei detto che l’attitudine alla panificazione casalinga mostrava segni di flessione rispetto a qualche stagione fa. Dopo l'esplosione della vicenda Coronavirus, però, molti consumatori hanno dovuto rinunciare ai pasti fuoricasa e si sono dedicati maggiormente alle preparazioni casalinghe, scegliendo tra l'altro in molti casi di affidarsi a farine e lievito”. La dichiarazione è di Chiara Rossetto, Ad di Molino Rossetto. farine e lieviti sono la rappresentazione plastica dell’effetto dell’emergenza sanitaria sui consumi alimentari degli italiani e sulla loro “corsa” a fare scorta di materie prime necessarie per la cucina e la panificazione casalinga. E tutta la filiera ha lavorato al massimo ritmo per fronteggiare rotture di stock.

 

 

Il lievito di suo è andato spesso out of stock e le imprese del comparto si sono trovate ad affrontare richieste di lievito, fresco e secco, cresciute a livelli esponenziali, in coincidenza con il lockdown. La penuria di lievito e la difficoltà di trovarlo a scaffale sono diventate un tema virale, prontamente giocato anche da alcune aziende produttrici, che ne hanno approfittato per de-banalizzare il prodotto, sottolineando quanto sia prezioso e quanto sia importante averlo sempre in dispensa.

 

 

Ora il tema è come non perdere quest’improvvisa ondata di popolarità e di favore. E connettere quest’ondata di sentiment positivo con le nuove declinazioni che, inevitabilmente, cambieranno il contenuto del carrello della spesa e il profilo del mercato. Quello delle farine era un mercato a forte tasso di innovazione, con due trend polarizzati ad allargare il bacino degli user: da un lato il ritorno all’antico, con prodotti che guardavano al passato in termini di materia prima, granulometria e resa; dall’altro verso un’alimentazione sempre più evoluta, in termini di mix, di utilizzo di cereali/legumi alternativi (come l’avena) e di concept di prodotto. E nella rispondenza a valori sempre più importanti per il consumatore d’oggi, come l’assenza di glutine e la ricchezza in fibre.

Importante appare anche la provenienza biologica e nazionale della materia prima, diventata ancora più importante dopo l’emergenza, perché vissuta anche come mezzo per sostenere l’economia locale e per favorire lo sviluppo eco-virtuoso della filiera biologica nazionale, temi cari ad alcuni produttori. Sul fronte servizio, l’anomala situazione in cui l’Italia ha passato il mese di marzo ha rilanciato i mix, enfatizzando il contenuto di servizio delle miscele di farine e lievito, comode in cucina e già pronte per l’uso, anche in tempi di sold out del lievito.

Di certo le ultime stagioni si sono caratterizzate per una segmentazione di prodotto sempre più puntuale, che ha contribuito a creare valore, in particolare per i mix di farina rivolti in modo specifico alle diverse preparazioni.

La fotografia dei protagonisti

Puratos aveva pubblicato, alla fine del 2019, la sua ricerca triennale, intitolata “Taste Tomorrow”.

Molino Caputo ribadisce la propria vocazione territoriale, con attenzione alla qualità e alla tracciabilità della materia prima

Molino Fratelli Chiavazza lavora su tre stabilimenti produttivi per una presenza normalmente equa su tutti i canali di vendita

Molino Pasini offre al consumatore finale l'utilizzo di un prodotto tecnico a casa propria

I preparati per pane Ruggeri

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